Perizie danni indiretti
Fermo attività dopo incendio, eventi atmosferici e guasti macchine
Perizie danni indiretti
Fermo attività dopo incendio, eventi atmosferici e guasti macchine
Che cosa sono i danni indiretti
Quando un sinistro colpisce un'azienda, al danno materiale a fabbricati, macchinari e merci si aggiunge quasi sempre una perdita economica: l'attività si ferma o rallenta, il fatturato cala, una parte dei costi continua a correre. È il danno indiretto, detto anche fermo attività o business interruption. Non è coperto automaticamente: va previsto da una garanzia specifica, nella polizza principale o in un contratto dedicato.
L'indennizzo dei danni indiretti presuppone sempre un sinistro indennizzabile sulla polizza dei danni diretti (incendio, guasto macchine o All Risks): senza danno diretto indennizzabile, di regola, non c'è danno indiretto.
Quando si verificano
Incendio: è il caso più frequente; il reparto o l'intero stabilimento resta inagibile per settimane o mesi.
Eventi atmosferici: alluvioni, grandine, vento. Molte polizze danni indiretti li escludono anche quando il danno materiale è indennizzato; sono più spesso compresi nelle polizze All Risks con sezione interruzione d'esercizio.
Guasti macchine: la rottura di un macchinario critico può bloccare un'intera linea produttiva anche senza danni all'edificio.
Le forme di copertura
Il modo in cui si calcola l'indennizzo dipende dalla forma prevista in polizza. È il primo aspetto da verificare, perché a parità di sinistro i risultati possono essere molto diversi.
Margine di contribuzione. Il margine è la differenza tra i ricavi di vendita e i costi variabili della produzione venduta, desunti dall'ultimo bilancio approvato; tra i costi variabili rientrano, oltre alle materie prime, le quote variabili di servizi, energia e personale. Il danno è la differenza tra il margine che l'azienda avrebbe realizzato nel periodo di indennizzo, ricostruito sulla base di ordini, piani di produzione e stagionalità, e quello effettivamente realizzato.
Profitto lordo. Forma di origine anglosassone (loss of profit). La polizza definisce il profitto lordo come il volume d'affari, rettificato per la variazione delle rimanenze, al netto degli acquisti di merci e degli altri costi di esercizio che il contratto elenca come non assicurati. Il danno si calcola applicando il rapporto di profitto lordo alla riduzione del volume d'affari rispetto a quello di riferimento, cioè lo stesso periodo dei dodici mesi precedenti il sinistro, corretto con gli aggiustamenti che tengono conto della tendenza dell'attività.
Diaria. La polizza riconosce un importo fisso per ogni giorno di totale o parziale inattività, entro un numero massimo di giorni. È semplice da liquidare, ma l'importo è stabilito in anticipo e non misura la perdita effettiva.
Forfettario (indennità aggiuntiva). L'indennizzo dei danni indiretti è pari a una percentuale prestabilita di quello dei danni diretti. Non richiede alcuna quantificazione della perdita reale, che può risultare molto superiore o inferiore.
A queste forme si affianca spesso la garanzia maggiori costi: le spese straordinarie sostenute per limitare il fermo, come un capannone in affitto temporaneo, lavorazioni affidate a terzi o turni aggiuntivi.
Periodo di indennizzo e franchigia temporale
Il periodo di indennizzo decorre dal sinistro e ha la durata massima prevista in polizza. Non termina con la ripresa dell'attività: comprende anche i mesi in cui i risultati risentono ancora del sinistro. La franchigia temporale, espressa in giorni, resta a carico dell'assicurato.
Cosa preparare
bilanci degli ultimi esercizi;
fatturato mensile degli ultimi due o tre anni;
dati di contabilità industriale per distinguere costi fissi e variabili;
ordini e commesse persi o rinviati;
documentazione di tutte le spese straordinarie sostenute dopo il sinistro.
I punti su cui si discute più spesso
L'andamento senza sinistro: come sarebbe andata l'attività se il sinistro non fosse avvenuto, tra tendenza, stagionalità e ordini già acquisiti.
Il recupero: parte del fatturato perso viene spesso recuperata dopo la ripresa, con straordinari o lavorazioni aggiuntive.
Le scorte di magazzino: vendere il magazzino durante il fermo riduce la perdita immediata ma la sposta in avanti, e la polizza ne tiene conto.
La classificazione dei costi: quali costi siano davvero variabili e quali fissi, aspetto decisivo nelle forme a margine di contribuzione e a profitto lordo.
Il coordinamento con i danni diretti: i tempi di ripristino degli impianti determinano la durata del fermo.
La quantificazione dei danni indiretti richiede competenze tecniche ed economiche insieme ed è spesso la parte più rilevante e più contesa di un sinistro aziendale.